sei connesso?

Oltre la diga di fogli, appunti e libri, c’è lui. È sempre lì, tra il portapenne e la fotografia di mio figlio. Presidia l’angolo della scrivania, sorveglia il tempo che vola, si tiene a giusta distanza dal computer. S’accontenta dei miei sguardi malinconici, partoriti da pensieri al Continua a leggere “sei connesso?”

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in parole povere

Scrivere un luogo comune è come strizzare l’occhio al lettore. Un tentativo maldestro di fare amicizia attraverso un’improvvisata empatia tecnica. Si afferma ciò che l’interlocutore si aspetta. Per essere chiari, lo stereotipo è un parere o un pensiero diffuso. E questo già Continua a leggere “in parole povere”

il Natale di Assunta

La città in festa dona un ricordo, e solo quello. Come un’onda malinconica che travolge l’anima, magari durante l’affannosa ricerca dell’ultimo inutile regalo. È una stella cometa: attraversa il pensiero e conduce a quella persona o a quel luogo. Questo è il vero fascino degli ultimi giorni di dicembre. Oggi, la mente regala il volto di Assunta. Continua a leggere “il Natale di Assunta”

genius loci

Francesco, respiro gemello, grazie.
La tua venuta a Clos Lucé dona al volto stanco un dolce e malinconico sorriso. Nei tuoi occhi corvini mi rivedo combattente e fiero artista, di quando ammiravo l’accogliente abbraccio delle colline toscane, il fluire maestoso dell’Arno, le opere immortali di chi fu Continua a leggere “genius loci”

l’armonica diversità

Ciro Martanna era uomo di mare. Nel suo sguardo potevi leggere la furia del vento, la bizzarria delle onde, l’appuntito sole, una fanciullesca semplicità. Raccontava i suoi viaggi, storie di porti lontani, luoghi al confine del tempo e del navigabile. Il linguaggio universale Continua a leggere “l’armonica diversità”