chiuso per sogno

È tempo di sognare, adagiarsi lungo la riva e desiderare bastimenti carichi di luminosi giorni. È tempo di sorridere, di annegare bui pensieri, di riscoprire le insenature della propria anima. È il momento della sosta, del respiro dolce, del vivere lento. Ognuno secondo il proprio sentire, ciascuno seguendo il proprio sentiero. “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora”, suggeriva Johann Wolfgang Göethe. Non sarà un’estate diversa dalle altre, certo. Ci saranno auto in fila, bambini piangenti, spiagge gremite, famiglie a confronto, baci rubati sulla sabbia notturna. Ci saranno angoli della propria terra da riscoprire, gelati da gustare, creme protettive da spalmare, addii e ritorni, sorrisi e gocce di sudore, lettini che seguono il correre del sole. Ci saranno fantasie di frutta e frutti di mare, serate con bambini addormentati tra le braccia e feste di piazza, pettegolezzi  da ombrellone e solitarie nuotate. Ci saranno gli italiani in vacanza, abbronzati, chiacchieroni, con la valigia piena di speranza e voglia di ridere. E c’è Giuseppe, con i suoi 77 anni e i suoi tre figli sposati, migrati in agosto su spiagge alla moda. Le sue mani raccontano una vita da operaio, i suoi occhi narrano anni di fame e sacrifici. Anche lui aspetta l’estate, ma senza frenesie, senza quella voglia di obbligata confusione. Attende le strade deserte, il lungomare sfavillante con poche auto, la solitaria villa comunale con la sua ombra, i pullman semivuoti, i musei da godere. Se qualcuno pensa a trenta giorni di malinconia, Giuseppe lo rasserena: “Questa è la mia vacanza!”. La sera telefona ai nipoti, chiede loro il resoconto della giornata di mare. “E tu nonno che cosa hai fatto?”. Ho vissuto la mia città, pensa. Ho rivisto dove portavo a mare con pochi soldi i vostri genitori, ho riempito gli occhi con quella panchina dove la nonna mi baciò per la prima volta, ho pianto dinanzi all’ingresso della mia ex fabbrica. Mi sono rivisto giovane. Invece, risponde sereno: “Ho scoperto un nuovo giardino dove andremo a giocare”. © 2007 giovanni leone.

 

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52 pensieri riguardo “chiuso per sogno

  1. Adorabile il signor Giuseppe!! La solitudine “voluta”, quasi agognata…quella solitudine che ci fa riscoprire la bellezza di entrare in intimità con se stessi e con tutto ciò che di emozionante ( inclusi i ricordi) ci circonda…spesso ci salva, ci preserva e ci rigenera! Scrivi il vero del quotidiano con così tanta e partecipe umanità che nel leggerti non ci si può non commuovere!! Ciao, tornerò a leggerti!
    Antonella

  2. Che bello questo post; io non l’avevo visto, e me ne sono accorta solo oggi, dopo mesi dalla sua pubblicazione. E’ rimasto ultimo anche per me, come è rimasto ultimo il suo protagonista, nascosto nella sua città, che ancora sa dare sicurezza.
    Ma i nipoti, mi chiedi,che futuro avranno? Se Giuseppe ha un passato in cui rifugiarsi, in cosa si rifugeranno i nipoti quando la ruota della vita sarà girata, e si troveranno anche loro come il nonno, a ripercorrere come un filo di Arianna il proprio passato? Forse- dico forse- saranno proprio i luoghi dove Giovanni li porta a giocare a restare nella memoria; quei luoghi a cui ora voltano le spalle (o sono i lori genitori a farlo?); quei luoghi che nutrono le generazioni da quando il tempo è tempo. Non certo un paradiso artificiale…

  3. Tempo di sognare…di vivere…L’estate porta con sè voglie, desideri, stelle…
    Descrizione che porta dinanzi agli occhi immagini e sensazioni. Parole che fanno vivere l’esordio estivo.
    Buone vacanze, buon sogno…

  4. Lo spazio per sognare non è ancora stato tassato e chi ancora ha la forza, la spinta, a farlo è auspicabile che sogni.
    Ma quest’estate ancor più delle precedenti sarà meno ‘affollata’. Non ce lo dicono i numeri ma le tante per-so-ne , giovani e non, che non riescono a visualizzare il loro futuro.
    Il coraggio c’è tutto ma anche lo scoramento.

    sherazadechesivergognadistaremegliodialtri

  5. Ho sempre apprezzato quelle che tutti chiamano piccole cose. Per me sono grandi, sono la vita. Non c’è bisogno di una spiaggia per volare con i gabbiani, spesso basta un buon libro, un po’ di fantasia e ..saper ascoltare anche il silenzio.
    Mi piace come scrivi.
    Buona estate e che tutti trovino il proprio giardino!

  6. adoro l’estate, il sole, forza, vitalità, ti fa sentire meglio, ti rigenera, certo però che per una persona anziana è il momento più critico, il momento della solitudine.
    queste cose le sto vivendo con mia madre, ho lasciato marito e figlie a Roma e sono qui in Puglia, nel suo paesello, per accontentare Lei, anziana, non più autosufficiente ( una volta un generale di ferro) vedova da un’anno, si fa quel che si può per accontentarli,con mia sorella ci daremo il cambio per tutta l’estate in attesa di settembre, momento in cui la bella stagione comincia a salutarci e tutto rientra nella normalità, si torna a casa si riprende una vita “normale”, per adesso penso solo ad arrivare a settembre sperando che ci sia un’inverno ancora con Lei.
    Un buon fine settimana a presto.
    Angela

  7. Oramai il mio giardino è la mia casa…. le mie estate vivono della riscoperta della città in cui vivo che ogni giorno mi procura meraviglia da quanto è bella soprattutto in estate quando almeno al mattino presto ti sembra di essere solo per le strade (a proposito questa città è Firenze…..)

  8. “È tempo di sorridere, di annegare bui pensieri, di riscoprire le insenature della propria anima.” Credo sia proprio questo il tempo, e farlo dire ad un nonno che non ha smesso di cercare, nonostante tutto, è una cosa che mette voglia di fare. Grazie 🙂

  9. le nostre città quando si svuotano per l’estate si fanno godere in tutte le loro bellezze.
    è un piacere che coltivo da anni, proprio come il buon Giuseppe.
    grazie per avermelo reso ancora più tenero.

  10. Il segreto credo che stia proprio nel gioire delle piccole cose, certo la tua descrizione iniziale, fa venire voglia di una partenza immediata verso lettini al sole…buona estate giovanni 🙂

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